14) Hegel. Lo Stato.

Per Hegel lo Stato  il vertice dell'etica, il momento in cui essa
diventa consapevole di s; la sua razionalit  cosciente, voluta.
Ogni Stato poi si comporta con gli altri Stati attraverso il
"diritto esterno" e tutti insieme formano la storia del mondo.
Infine lo Stato  definito una totalit organizzata.
G. W. F. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in
compendio, paragrafo 535 (pagine 452-453).

Lo Stato  la sostanza etica consapevole di s, - la riunione del
principio della famiglia e della societ civile; la medesima
unit, che  nella famiglia come sentimento dell'amore, 
l'essenza dello Stato; la quale per, mediante il secondo
principio del volere che sa ed  attivo da s, riceve insieme la
forma di universalit saputa. Questa, come le sue determinazioni
che si svolgono nel sapere, ha per contenuto e scopo assoluto la
soggettivit che sa; cio vuole per s questa razionalit.
Lo Stato  1) dapprima la sua formazione interna, come svolgimento
che si riferisce a s, _ il diritto interno degli Stati o la
costituzione. E' poi 2) individuo particolare, e quindi in
relazione con altri individui particolari, _ il che d luogo al
diritto esterno degli Stati. Ma 3) questi spiriti particolari sono
solo momenti nello svolgimento dell'idea universale dello spirito
nella sua realt; _ e questa  la storia del mondo, o storia
universale [_].
Lo Stato, in quanto spirito vivente,  soltanto come una totalit
organizzata e distinta in attivit particolari; le quali,
procedendo da un unico concetto (bench non saputo come concetto)
della volont razionale, producono questo perennemente come loro
risultato.
G. W. F. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in
compendio, pagine 743-745.

G. Zappitello, Antologia filosofica, Quaderno secondo/9.  Capitolo
Quattordici/3.
15) Hegel. Lo Stato nella storia.

Secondo Hegel lo Stato  l'unit della volont soggettiva con
quella universale,  la totalit etica,  il "luogo" in cui
l'individuo esercita concretamente la sua libert (l'arbitrio del
singolo non  infatti libert). Hegel afferma anche che lo Stato
 il fine ed i cittadini sono gli strumenti, perch nello Stato si
manifesta l'idea universale. Per il filosofo tedesco poi il popolo
 un individuo spirituale, esso ha un suo proprio spirito. Infine
lo Stato  definito da Hegel l'oggetto pi specificamente
determinato della universale storia del mondo ed il luogo della
vera libert. Noi siamo liberi riconoscendo la necessit della
razionalit; in questo sta la conciliazione fra volont soggettiva
ed oggettiva.
G. W. F. Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia, secondo, 3
(pagine 452-455).

Ma la volont soggettiva ha pure, come si  mostrato, una vita
sostanziale, una realt nell'mbito della quale essa si muove
nell'essenziale, ed ha questo stesso come scopo della sua
esistenza. Ora, questo essenziale, l'unit della volont
soggettiva con quella universale,  la totalit etica e, nella sua
forma concreta, lo stato. Quest'ultimo  la realt in cui
l'individuo ha e gode la sua libert, in quanto per esso
individua  scienza, fede e volont dell'universale. Cos lo stato
 il centro degli altri aspetti concreti della vita, cio del
diritto, dell'arte, dei costumi, delle comodit. Nello stato la
libert  realizzata oggettivamente e positivamente. Ci per non
 da intendere nel senso che la volont soggettiva del singolo si
attui e soddisfi merc la volont universale, e che quindi
quest'ultima sia per essa un mezzo. Lo stato non  neppure una
convivenza degli uomini, in cui debba esser limitata la libert di
ogni singolo. La libert  concepita solo negativamente, quando la
s'immagina come se il soggetto limitasse rispetto agli altri la
sua libert, in modo che questa limitazione collettiva, il
vicendevole impacciarsi di tutti, lasciasse a ciascuno il piccolo
posto in cui potersi muovere. Sono piuttosto il diritto, la
morale, lo stato, e solo essi, la positiva realt e soddisfazione
della libert. L'arbitrio del singolo non , infatti, libert. La
libert che vien limitata  l'arbitrio, concernente il momento
particolare dei bisogni.
Solo nello stato l'uomo ha esistenza razionale. Lo stato non
esiste per i cittadini: si potrebbe dire che esso  il fine, e
quelli sono i suoi strumenti. Peraltro tale rapporto generale di
fine a mezzo non , in questo caso, rispondente. Lo stato non 
infatti una realt astratta, che si contrapponga ai cittadini:
bens essi sono momenti come nella vita organica, in cui nessun
membro  fine e nessuno  mezzo. L'elemento divino dello stato 
l'idea, com' presente sulla terra [_].
Nella storia del mondo non si pu trattare che di popoli i quali
costituiscano uno stato _ L'idea universale appare, si manifesta,
nello stato [_].
Noi concepiamo dunque un popolo come un individuo spirituale, e in
esso mettiamo anzitutto in rilievo non il lato esteriore, ma ci
che  anche stato chiamato lo spirito del popolo, cio la sua
autocoscienza circa la propria verit e il proprio essere, circa
ci che, in generale, ha per esso valore di verit: le forze
spirituali, che vivono in un popolo e lo governano. L'universale,
che si manifesta e viene a coscienza nello stato, la forma sotto
cui vien ridotto tutto ci che ,  ci che costituisce in
generale la cultura di una nazione [_].
Lo stato  con ci l'oggetto pi specificamente determinato della
universale storia del mondo, quello in cui la libert acquista la
sua oggettivit e vive nel godimento di essa. Giacch la legge 
l'oggettivit dello spirito e la volont nella sua verit; e solo
la volont che ubbidisce alla legge  libera: ubbidisce infatti a
s stessa,  presso s stessa, e dunque  libera. In quanto lo
stato, la patria, costituisce una comunit di esistenza, in quanto
la volont soggettiva degli uomini si sottomette alle leggi, il
contrasto tra libert e necessit vien meno. Ci ch' razionale 
necessario in quanto  ci ch' sostanziale, e noi siamo liberi
riconoscendolo come legge e seguendolo come la sostanza della
nostra propria natura: ed ecco che volont oggettiva e volont
soggettiva sono conciliate, e formano un unico complesso senza
turbamento.
G. W. F. Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia, La Nuova
Italia, Firenze, 1961, volume primo,  pagine 104-110 .
